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domenica, dicembre 18, 2005

HK: LA GENESI

Io nel realizzare HK mi sono molto ma molto gratificata.
Del resto era un periodo nero...nulla accadeva intorno a me...Avevo mandato a quel paese il mio tutor e con lui anche la mia carriera universitaria. I miei sogni. E anche tutte le mie fatiche. Avevo così tanto studiato e amato ciò che studiavo, il mio Shiva, i miei linga (iconografie falliche), le mie figure androgine, i miei capri e tutte le simbologie, le mie fonti in sanscrito, la dea Kali e l'antica saggezza! Ho dovuto rinunciare a tutto...Convivere con il ricordo di queste cose, l'oriente e l'archeologia, era semplicemente doloroso per me.
Il modem era una via di fuga...all'inizio.
Cercare e scavare come sempre...nulla era cambiato. Potevo però cercare altro, scavare in altri terreni. Potevo utilizzare le stesse tecniche e senza aver a che fare con spazi ed entità baronali. Chi frequenta l'università e corsi per i quali vengono stanziati zero fondi sa cosa intendo dire e sa anche che clima gira in quei lucrubi corridoi.
Il modem la mia fuga ... all'inizio. Come viaggiare ed era navigare, anche un pò spiare ma come fanno i bambini, non gli adulti. Con ingenua curiosità. Ma in rete si può fare...e quindi non è trasgressivo. Insomma, non è un vero spiare a meno che non entri dove non puoi, dove non ti è concesso. Gli unici a saperlo fare - mi dissero un tempo - erano loro, gli hacker.
Al mondo hacker mi sono avvicinata per gioco, attraverso le chat. Poi l'ho ricercato attraverso le pagine web ed oggi anche tramite email. Sì, tutto sommato è proprio questa la mia evoluzione! Chat, web, email.
Non mi sono mai occupata di tecnologia, di media, di hacking. L'hacking non sapevo neanche che fosse. Avevo però smantellato il mio pc piu volte, avevo già fatto saltare vari hd, avevo un portatile, un vecchio zenith, e avevo un pò smanettato con i fotomontaggi oltre che con Office e varie applicazioni di windows...Tutto qui. Ero fuori dalla rete e dalla tecnologia. In testa avevo l'India, il Pakistan e l'Afghanistan. I miei scavi nella necropoli etrusca di Pontecagnano, sull'Isola di Vivara a Procida e a Villa dei Misteri a Pompei. E le mie notti in giro per la Napoli dei "vasci" - è lì che ho abitato per più di 10 anni -, una Napoli magica, intrisa di storia pagana ed anche sacra, abbagliata da luci e sguardi, musica altisonante. Concerti per strada quasi sempre improvvisati, birra e vino e tanto fumo. Venivo da forme personali di ribellione, varie occupazioni e frequentazioni di centri sociali...
Perchè proprio gli hacker? Perchè nelle chat, nelle stanze più frequentate e movimentate, non si parlava di altro. Ho conosciuto gli hacker grazie ai troll e ai lamer. Ebbene sì, e non l'ho mai negato. Quasi ne vado fiera. E' partendo dal "basso" che mi sono innalzata fino a loro. E questo, come potrebbe non rendermi orgolgiosa! Mi sono avvicinata agli hacker stando tra il popolino della rete, mescolandomi nella piazza. Piazza e popolino mi hanno spinto verso qualcosa che essi stessi tuttora conoscono poco o non conoscono affatto o conoscono male. Non so per quale mistero...quale attrazione. E' un strano cammino...
Perchè tanto amore (trapela dall'archivio, vero?) per gli hacker? Perchè c'era affinità. Mi sembrava di specchiarmi. Il mio primo approccio è con i manifesti, quelli che circolano in rete tra i ragazzini. Quelli famosi famosi e che quasi più nessuno ricorda o vuol ricordare. Ero d'accordo! M'interpretavano! E poi, dopo i manifesti, c'era l'etica...anche un programma da attuare. Ero d'accordo...senza dubbi. I principi dell'etica hacker m'interpretavano ancora. Più conoscevo gli hacker e più mi conoscevo io. Più leggevo gli hacker, e più capivo perchè .. perchè ero giunta fin qui. Dall'India mi ero catapultata in Giappone, praticando per sette anni circa, un' arte marziale che è anche una via, guarda caso un'etica, l'Aikido (come nell'immagine e da primo dan, quasi secondo, portavo la stessa gonna). La via dell'Armonia del ki, dello spirito, dell'energia vitale. Andava bene come lavoro su se stessi, se stessi in rapporto agli altri. Ma serviva un rapporto concreto con tutto quello che era sociale e politico e che non trascurasse il lato umano, natura ed istinto. Stavo ancora cercando...
Venivo lentamente risucchiata: notti insonni, mattine inesistenti, saltare i pasti, gli occhi gonfi, codici e formule ripetute, soluzioni oniriche, risvegliarsi, risolvere, ripartire: bip bip. Era un pò come isolarsi, un pò come impazzire ma per ritrovarsi tra le mani dei mezzi, come d'incanto, per agire da sola, per esprimermi in piena autonomia. L'ho fatto! Con HK. Ne sono fiera. Il mio ego è enormemente gratificato.
E poi storie di guru, tesi di laurea, libri, saggi e l'arte. Ho cominciato a divorare la rete. Volevo raccogliere tutto, volevo possedere tutto, volevo capire, volevo sapere. Giga e giga di cultura hacker...un gran casino il mio HD. Metto tutto online! Voglio condividere le emozioni, la passione, le informazioni.

7 Comments:

At 5:00 PM, Anonymous ErMeS said...

Interessante... scrivici un libro!

 
At 5:13 AM, Anonymous ivy phoenix said...

sì... conosciamo quel che succede all'università, conosciamo cosa vuol dire non aver orari e forse conosciamo quale simpatia ci lega agli hacker... grande Dame'... grande!

 
At 5:16 AM, Anonymous ivy phoenix said...

"I computer, i sistemi digitali e quelli di comunicazione stanno diventando ogni giorno più importanti. L’informazione è davvero il potere, e nella nostra società la controlla un numero ridotto di persone. Io penso che questo sia un grande rischio per la libertà di tutti, e quindi credo che gli hackers debbano sviluppare le loro abilità, in modo da poter controllare il sistema e difendere la gente dal totalitarismo potenziale. Non dico che stiamo vivendo una dittatura, ma sotto certi aspetti siamo controllati e condizionati. Tutte le operazioni di controllo vengono fatte usando i computer, e quindi è necessario che gli hackers siano in grado di tenerle d’occhio, in modo da denunciare eventuali abusi. Naturalmente gli uomini di potere dicono che noi siamo criminali, perché vogliono essere liberi di fare ciò che preferiscono.
Fare l’hacker vuol dire porre un sacco di domande, e rifiutarti sempre di smettere di chiedere. Questa è la ragione per cui i computer sono lo strumento perfetto, a disposizione della gente con una mentalità inquisitiva. Ma gli hackers non hanno alcun obbligo di confinare la loro attività nel settore dei computer. Chiunque abbia una mente inquisitiva, uno spiccato senso dell’avventura, e una forte convinzione nel diritto alla libertà di parola e della conoscenza, molto probabilmente già possiede nel suo intimo anche un po’ dello spirito hacker. Il fatto che noi siamo disposti a giocare al gioco dei segreti, ci trasforma in una minaccia tremenda agli occhi di coloro che vogliono tenere le cose importanti fuori dalla portata del pubblico. Comunque ci sono delle entità pubbliche e private, che cercano di indebolire la criptazione e i sistemi di sicurezza, proprio perché vogliono avere un controllo da Grande Fratello.
La gente dovrebbe guardare a loro con preoccupazione, perché sono loro la vera minaccia. Gli hackers sono necessari. Il futuro della tecnologia e della società stessa, con i suoi problemi di libertà e di Privacy, dipende da come risolveremo le questioni che oggi noi poniamo. Quella che stiamo vivendo può essere l’alba di una grande era , ma può anche essere l’inizio di un vero inferno. Fino a quando lo spirito umano sarà vivo, gli hackers esisteranno sempre.” Emmanuel Goldstein

 
At 2:46 PM, Anonymous ErMeS said...

ivy phoenix, peccato che queste chicche del fondatore di 2600 non le conoscon tutti, hai ripreso una gran bella frase che se non sbaglio ha aperto la sua conferenza al "Wath The Hack" di quest'anno, tenutosi ad amsterdam. Bella per davvero!!!

 
At 11:38 PM, Anonymous ivy phoenix said...

ciao damè, ciao ermes..
sì, la frase è di eric corley, alias emmanuel goldstein, fondatore e direttore di 2600 the hacker quarterly di cui la versione elettronica www.2600.com .. ma io di quella conferenza non ho gli atti, mi sono dovuta limitare a leggere quello che su di essa ha scritto Paolo Mastrolilli, che lì c'era, in "i ribelli digitali".
buon natale!

 
At 11:52 PM, Blogger DaMe` said...

buon natale anche a te piccola grande amica ed anche al tuo piccolo cucciolo :-))

 
At 11:52 AM, Anonymous ErMeS said...

raga buon naSale a tutti

 

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