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lunedì, giugno 12, 2006

LETTERA A PESCE A FORE

CARO PESCE A FORE è tanto che ti leggo e a questo punto mi chiedo:
Ma qual'è il problema!
Riuscire a guadagnare con l'arte?
Far parte a tutti i costi di quel sistema dell'arte che tanto critichi?
Che poi "SISTEMA" e "ARTE"...non so...ma mi sembrano in antitesi!
Riuscire ad esporre un cavolo di opera in una tal galleria?

Ok un'artista non vive di arte ma lavora in un bar e quindi?
Anche io sono laureata, archeologa e non vivo di archeologia e neanche di ricerca perchè esiste un SISTEMA ACCADEMICO che mi taglia fuori perchè non sono CHI DEVO ESSERE...
e quindi?

Io comprendo tutto il tuo malessere e tutta la tua rabbia ...bene e come...Sono napoletana anche io (forse un pò conta)!
Ma questa rabbia e questo malessere sanno di "vecchio", "antico", "già sentito" e quindi non stupirti se sembri anche "ripetitivo"...e persino "noioso" e "triste"
Dovresti andare oltre e invece sei rimasto fermo...

La lamentela fine a se stessa (che tu fai passare "esteticamente" per "analisi") è arida e l'aridità fa morire tutto quel che di creativo ancora circola nelle vene e negli animi di chi ancora VUOLE poter dare e dire...Conta agire! ma agire solo e unicamente in funzione di un nemico (il sistema arte) anche questo uccide l'arte...

Sei artista? Quindi hai qualcosa da dire, giusto?
Dilla dove vuoi, dilla come vuoi...usa i mezzi e gli spazi che ti pare...
Ma come mai qui nessuno ha ancora visto, vissuto la tua arte?
Preferirei quel tipo di spam piuttosto che questo a cui ci sottoponi ormai da mesi e mesi e mesi...
Lamentarsi perchè non è possibile dire certe cose, attraverso la propria arte, dentro certi sistemi o gallerie (perchè è questo quel che si capisce da quel che dici e scrivi)...o perchè non si riesce a farsi accettare e adulare/apprezzare all'interno di certi circuiti (forse ti spieghi male, ma è ancora questo quel che trapela)
è triste triste triste, più triste di qualsiasi SISTEMA ....

Da quando sei qui dentro citi nomi di "baroni dell'arte" e questo posto era diverso proprio perchè finalmente non si era più obbligati a parlar di costoro o contro costoro o in funzione di costoro...
Qui il SISTEMA non è più la gabbia a cui aspirare o contro cui agire...Al sistema preferiamo i nostri sistemi non imposti, mutanti e ricombinanti...quindi tutt'altro che sistemi, tutt'altro che gabbie!!

Arrivi tu e tutto cambia e per giunta ti arroghi il diritto di affermare indirettamente che poichè qui si parla di arte ed anche di attivismo
siamo in torto noi a non affrontare il discorso arte nel modo in cui fai tu o a non incazzarci come te contro i baroni e contro questo sistema....
Non ti passa neanche lontanamente per la testa che le tue analisi son cosa vecchia, non ci insegni nulla di nuovo, che a noi non interessa, perche abbiamo deciso, quindi SCELTO, di agire (quindi non solo di parlare/comunicare) in modo diverso? E questo modo non solo lo riteniamo più efficace del tuo, ma anche più creativo (fa molto più bene all'arte) ed è anche più umano...ci fa stare insieme...perchè la rabbia ti separa anche da quelli che pretendi di rappresentare e sostenere ! L'odio uccide prima di tutto chi lo nutre....

Tu vuoi rivoltare un sistema ma stranamente non ti sporchi e non ti ritrai nemmeno...Non ti poni all'esterno (perchè con il pensiero, le aspirazioni e il linguaggio ci sei dentro fino al collo) e nemmeno completamente all'interno (perchè lo critichi, ma non so se davvero lo disprezzi)...Finora non hai neanche proposto alternative...Alle analisi seguono i progetti di solito e se ci rendi partecipi delle tue parole e dei tuoi pensieri, mi chiedo come mai eviti di farlo con i fatti...Tu sei qui per ragionare con noi, giusto? Ma perchè poi non proproni mai un fare comune, dove tutti possano partecipare, fare, organizzare lottare?

Qui dentro c'è gente che agisce a suo modo DENTRO E FUORI il sistema perchè quel che conta non è più il sistema in sè...ma le teste che ci sono dentro e quelle che stanno fuori...
Qui dentro e fuori di qui si agisce con lo stesso spirito creativo ed anche critico, competitivo (con se stessi) ed anche costruttivo di un hacker ed ecco...quello che ti sfugge!
Qui l'arte non è protagonista assoluta e nemmeno l'attivismo lo è...e non sono nemmeno tanto sicura che per attivismo o artivismo si intenda solo "criticare e lottare contro il sistema dell'arte". Lì fuori, ripeto, nel mondo, ci sono problemi di altra natura da affrontare, molto più importanti del fare arricchire o far sentir protagonisti gli artisti nel gran palazzo del sistema dell'arte...Qui sono protagonisti insieme e in maniera quasi inscindibile arte e artivismo artistico, attivismo sociale e hacking o hacktivismo (la lista non a caso, credo, si chiami AHA e non AA o A-H-A per esempio). E l'hacking (insieme a tecnologia e rete), ci suggerisce metodi e strumenti per sganciarci da tutto ciò a cui tu resti ancora "adolescenzialmente" legato...L'hacking forse ci da una coscienza nuova e tu non riesci a farla tua perchè secondo me la rifiuti , non ti fai contaminare...sei troppo prigioniero del sistema, o forse drammaticamente chiuso in te stesso...

Se considerassi arte, attivismo ed hacking come cosa UNICA e inscindibile forse capiresti come amiamo agire noi, ti sganceresti dal tuo ego, te ne fotteresti del sistema dell'arte vigente e impiegheresti tutte le tue energie per fare e dire cose nuove , con gli altri, grazie agli altri, per gli altri...senza quel pensiero puntato alla scalata fino al vertice di un sistema...Eviteresti di sentirti solo e unico cosciente...perchè è così che appari ...e contribuiresti a rendere ancor più questo posto uno spazio di libertà, condivisione e circolazione di idee e progetti e se vuoi anche di lotta ma creativa

Invece tu utilizzi la rete solo come spazio della tua libertà, e i contenuti e il linguaggio che usi nulla hanno a che vedere con la rete o i suoi principi.
Non ti aggiorni, non studi quel che è nuovo e diverso da quello che già sai, non ti apri (se lo fai, credimi, non si vede, non si percepisce e quindi sicuro che sai comunicare???)
Ti servi della rete come di un palco o uno spazio su un giornale cartaceo e della tastiera come di un microfono o una penna ... ignaro che quel che stai usando è qualcosa di più...

Tu SFRUTTI la tecnologia e la rete e tutto ciò che ti offre (magazine, blog, mailing list) come strumento/vetrina per le tue idee/insoddisfazioni/sconfitte/aspirazioni e forse, chissà, non ci sarebbe niente di male se non le imponessi ma le condividessi, se non sentenziassi ma ti confrontassi, se fossi disposto a migliorarti prendendo anche dagli altri così come gli altri prendono da te volente o nolente...

Tu di questa rete non ne respiri l'aria, non ne hai compreso lo spirito e l'essenza, l'anima, l'etica, le aspirazioni, i progetti, la vera rivoluzione ed è per questo che forse non comprendi nemmeno il senso di questa lista e la sua noia di fronte alle tue affermazioni e ai tuoi soliloqui.

Noi abbiamo ben capito quel che dici, non credere! Non siamo stupidi, non siamo sordi!! E forse qualcosa la condividiamo pure...ma per noi è cosa vecchia...alcuni di noi hanno già dato su questo versante...ma poi siamo andati avanti ...tu invece resti indietro...però pensi di dir cose nuove e sconosciute...Ti inganni!

Qui noi siamo tanti UNO INSIEME (è questa la nostra forza) e tu vuoi restare e importi come UNO e SOLO (l'egocentrismo, l'egotismo e l'egoismo non hanno mai portato nulla di buono)...Forse il tuo spazio è un altro, forse è un'altra mailing list quella che tu cercavi? O forse intendevi solo "disturbare"? Ma il tuo non è disturbo costruttivo o creativo! Non ha nulla a che vedere nemmeno con la tua arte (il modo in cui la intendi tu)...E' semplicemente noia ... noia mortale accompagnata da infinita tristezza...E' un dir "passivo" !! In quel che dici non c'è energia per fare nulla...

Sei per giunta freddo, di pietra, anzi duro come il marmo ma senza venature...

maria

2 Comments:

At 12:12 PM, Anonymous Mario Pesce a Fore said...

Cara Maria, qual'è il problema potrei chiederlo io a te non trovi?
Un problema è indubbiamente guadagnare con l'arte nonostante come giustamente riveli l'arte e questo sistema sono in antitesi,
questo sistema non è però l'unico possibile ed io a differenza tua (mi sembra di capire) penso sia giusto salvaguardare anche il mestiere dell'artista e quelle conquiste culture sociali che tu dai per acquisite e consolidate ed io no.
Tu dichiari di essere un artista e di lavorare in un bar per vivere, pensi che questa sia la risposta giusta al problema della disoccupazione?
Ti rendi conto che la tua sorte è legata al WTO ed al trattato del libero scambio targato Clinton?
La convenienza si cerca fuori (gallerie/galere) o a dentro casa (sistemi nepotici ed Accademici).
Detto questo ti rendi conto di quanto tu sia presuntuosa nell'elevarti rispetto a me? Mi accusi d'essermi fermato? Verissimo, ti sembra un male?
Mi accusi di non agire, ti sembra poco? Fermarsi a guardare quello che accade dalla periferia ti sembra poco? Ti assicuro che non passo giorno senza coltivare la mia arte ed in maniera comunitaria la divulgo (regalandola) nel quotidiano.
Ti sembra triste? Io penso che questa sia una azione artistica ed attivistica e come dici tu, forse anche estetica.
Vuoi vedere la mia arte? Scrivimi in privato e mandami il tuo recapito postale, arriverà a costo zero direttamente a casa tua e tu sarai libera di giudicarla, perché è lo spettatore che fa l'arte, non il popolo e neanche i media specializzati.
Le gallerie le rifiuto, il mio non è un lamento, trovami la testimonianza di un gallerista che mi abbia trovato concupiscente, io non esporrò mai in una galleria/galera privata transnazionale, lamento però il fatto che non ci sia oggi altro percorso possibile per fare arrivare direttamente il proprio lavoro allo spettatore e quando c'è i media specialistici sorvolano.
Dici che il sistema non conta? Magari fosse così, sapessi le diffide legali che ricevo a cadenza regolare, certo ignorare e non denunciare e comodo, peccato che non servi a nulla se non a lasciare libero chi lo è anche troppo.
Debellare l'ego d'artista e perché? Al troppo etereo preferisco la materia pura, e non esiste spazio sterminato (anche virtuale) senza una individuale percezione della forma.
Sai cosa mi verrebbe di dire a comunità appiattite come quella che tu stai delineando?
Perché non parli?

Mario Pisci a Forasa, dal sud ovest della Sardegna.

 
At 5:21 PM, Blogger Domenico Di Caterino said...

TommasoAniello

L'anno zero sei era un anno particolare, caotico ed ipermoderno, hacker ed attivisti artistici pensavano di essere avanti e di potere volare alto rispetto ad una inqualificabile bassezza quale era l'escrementizio sistema dell'arte.
Sistema dell'arte che dalla fine dell'ottocento fondava la sua esistenza su di una rete di relazioni mercantile clientelare e nepotica, amplificata in epoca iper moderna dalla potenza dei new media (che rimanevano però vecchi nei contenuti, semplicemente si trattava di ricampionamento del già visto e vissuto).
Oramai era diffusa e consolidata la revisionistica teoria secondo la quale nessuno oggi saprebbe dell'esistenza e del passaggio terreno di Vincent Van Gogh non fosse per le fortunate circostanze, le quali lo hanno fortunatamente collocato di fianco ad un noto, encomiabile e stimabile mercante, gallerista e padre di famiglia, il fratello Theo, un rapporto quindi non proprio al di sopra delle parti e disinteressato.
Il problema grosso nell'anno 2006 era che tali comunità ipermoderne, estetiche e virtuali erano così etiche ed elitarie da ignorare completamente tutto quello che il mondo reale (il loro microcosmo quotidiano così come il sistema mercantile dell'arte anarco liberista).
In queste comunità funeree della memoria presente attivistica e piratesco artistica virtuale regnava imperante un dogma scolpito nei bit: negare l'esistenza del sistema mercantile dell'arte, ometterlo e non considerarlo mai.
All'interno dello stesso sistema dell'arte però questi pirati, artisti improbabili ed attivisti sterili si autoreputavano scomodi ed ingombranti, operavano all'interno del sistema galer/ristico dell'arte sollevando con l'aiuto di aziende editoriale specializzate problemi di risonanza ultrapopolare distraeno gli artisti ed il loro pubblico dai quotidiano soprusi e mortificazioni subiti.
Tali pseudodenuncie, ampiamente denunciate dagli attivisti (quelli veri), miravano semplicemente a smuovere anime consumiste di utenti appassionati d'arte etici, arricchendo così all'interno del sistema dell'arte i medesimi futuristi e futuribili pirati del nuovo sciacallaggio artistico economico globale.
Tali artisti (presunti), terribili e scomodi hacker artistici (?) ed attivisti erano sorprendentemente d'accordo con gli addetti ai lavori specialistici e specializzati mercenari al soldo dell'Impero del Nuovo Ordine Globale dell'Arte Transnazionale su di un argomento, ad unanimità.
Quale era l'argomento? Pesce a Fore ed il suo maledetto e tarlato P.A.AFF. (Posse Precaria Artisti AFFanati), erano datati, noiosi, patetici e superati sostenevano, con incredibile omogeneità di giudizio critico.
In realtà Pesce a Fore ed il P.A.AFF. agivano nell'anno zero sei da autentici cani sciolti, da artisti privi di qualunque forma di controllo, attaccando così criticamente, artisticamente ed attivisticamente qualsiasi cosa attenti alla libertà di ricerca artistica ed alla sua autodeterminazione.

 

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